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Di Giorgio Seveso

E
cco che siamo di fronte ad una pittrice sincera. Ad un'artista cioè che non usa la pittura per qualcosa che non sia la pittura stessa e i suoi rapporti con il mondo emozionale; che non la piega, non la tira non la forza oltre i suoi confini per obbligarla ad altro da se. Gabriela Bernales è, infatti, fino in fondo pittrice di pittura, e come si vede, unicamente ed esclusivamente interessata a ricostruire con i propri mezzi pittorici quelle indefinibili sensazioni sentimentali ed emotive che le sono regalate da un'attenta, commossa osservazione della natura e della realtà umana che la circonda un'osservazione talvolta agra e acerba ma, sempre, tesa, penetrante, lirica.
E dunque, la sua situazione è ormai insolita. Ben poca, oggi difatti è la pittura che si accetti così semplicemente per se stessa, per ciò che è davvero, per i suoi valori senza travestimenti... E cominciano sul serio a farsi rari gli artisti capaci di conservare in qualche modo un cuore antico mentre si pongono il problema di una figurazione contemporanea. Ma soprattutto di nutrire un senso di meditata e commossa partecipazione lirica alle cose, alla loro "semplicità" naturale, un senso di dolente e vivissimo realismo come quello che c'è, appunto, nei lavori di Gabriela...
...
Pittura vera, dunque. Pittura in cui la forma e i modi stessi del linguaggio sono espressioni in se di sentimenti ed emozioni. Ed in cui il rapporto con la rappresentazione è qualcosa che si aggiunge, che rafforza l'eloquenza lirirca del dipingere senza, però, che mai l'amore per la natura e per la sua poesia conduca ad un'enfasi estetizzata. Ad una definizione di tipo formalistico...
La pittura della della Bernales proprio in questo senso potrebbe chiamarsi, dicevo realista, termine usato sempre meno in questa nostra epoca di fiction, di un realismo, però inteso in maniera tutta interiore e in fondo emotivo mentale; più giocato cioè sulle ragioni del cuore e della memoria che su quelle della razionalità e dell'oggettività, più fantasticazione che cronaca.
Tratto da: "Un realismo delle emozioni."

 

 

C'è un tema costante che circola nei diversi soggetti e nei diversi periodi del suo lavoro, sempre variamente presente, ed è l'amore (e direi quasi la passione urgente ed assoluta) per il ricordo della sua terra, per le radici della sua infanzia peruviana. Un amore che spesso si tinge di un velo melanconico di nostalgia...
...Ed allora ecco che i segni e i colori germinano come rampicanti moltiplicati ricoprendo di commozione ogni più minuscolo dettaglio, ogni parte dell'opera, in quanto l'urgenza del "messaggio", cioè di quei contenuti emozionali che la Bernales lentamente distilla nel comporre l'immagine con il suo racconto.
E' tale da riverberare anche sul linguaggio chiamato, come accade solo ai veri poeti il cui istinto non media mai con le ragioni dello stile, a mutare e trasformarsi esclusivamente in funzione dei sentimenti che vengono evocati, della loro urgenza, della loro verità palpitante.